FESTE, LOCALI E DISCOTECHE AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

Ormai è quasi un mese che milioni di persone (quasi quattro miliardi, in tutto il mondo) sono sostanzialmente “recluse”, con evidenti limitazioni alla libertà di movimento e alla socialità. In questi momenti, sembrano lontani anni luce le serate trascorse nei locali, all’insegna del divertimento. Ma, pensando positivo, facciamo uno sforzo e proviamo a immaginare il giorno in cui il lockdown dovuto al Coronavirus sarà finalmente un ricordo.
Sarà la fine e di un incubo, ma anche l’inizio di una serie di difficoltà per gli addetti ai lavori: club, ristoranti, location per eventi, festival, agenzie, artisti e tutto il personale (sicurezza, camerieri ecc…) ne usciranno fortemente segnate (psicologicamente e finanziariamente) da questo “limbo” durato tanto, troppo tempo: ricordiamo, tra l’altro, che tutto questo settore è stato il primo a essere sottoposto a misure restrittive. Alla luce dei fatti, per come si sta sviluppando il Covid-19, è ragionevole pensare che, per un riapertura piena e “normalizzata” dei locali notturni, se ne riparlerà ad autunno (per i ristoranti, probabilmente, un po’ prima). Specie chi aveva inaugurato da poco, faticherà a sollevare di nuovo la saracinesca.

EVENTI E SOCIALITA’: I MOTORI PER LA RIPRESA DOPO IL CORONAVIRUS

Senza forzare le tappe (ne parleremo più avanti, di questo aspetto), occorre rimettere in moto il volano sociale ed economico che può sprigionare il mondo dell’intrattenimento e della notte. Sì, perché non si parla solo di numeri (il giro d’affari annuo è nell’ordine di oltre 20 miliardi di euro, ristorazione compresa) ma anche di cultura. Andiamo incontro (e in parte già ci siamo) a un periodo storico di depressione economica in cui c’è il rischio di finire a farci la “guerra tra poveri” , mettendoci l’uno contro l’altro e rinchiudendoci nei nostri confini (fisici e mentali). Beh, il mondo dell’intrattenimento può e deve aiutare invece a unire e a far liberare un nuova voglia di rinascere. Cinema, teatri, ristoranti, locali, DJ: siamo tutti spronati a lavorare meglio e di più per divulgare un messaggio di coesione e di apertura verso l’altro, tendendo l’orecchio alle nuove culture internazionali. In Italia, stile e creatività non ci manca: innovazione, sperimentazione e miglioramento degli standard saranno le “nostre” armi, le nostre parole d’ordine. Sempre che lo Stato non metta i bastoni tra le ruote al settore della nightlife, e a chi la frequenta (senza di voi, non saremmo nessuno…). Questi sono quindi propositi per arrivare alla “famosa” fase due, come è stata definita dal Presidente del Consiglio, ovvero quella della ripresa graduale della vita sociale. In realtà, ancora non si sa nulla, nemmeno vagamente, di quelli che saranno i piani dell’esecutivo, ma, di sicuro, si potrà riprendere a lavorare con il massimo della precauzione.

E nel frattempo, in attesa di indicazioni precise “dall’alto”, come si stanno muovendo gli operatori del settore?

LE RICETTE DI JOE T VANNELLI E DI ALTRI ESPERTI

Per il mondo del clubbing, dalle colonne del quotidiano milanese Mi-Tomorrow, uno dei DJ “storici” più famosi in Italia e all’estero, Joe T Vannelli (in stand by fino ad agosto con le sue serate) racconta che sta dando consigli a addetti ai lavori e gestori di locali: “bisogna eliminare le piste e creare una sola area dedicata ai tavoli che dovranno essere ben distanziati tra loro, non sovraffollati. La ripresa non sarà facile, ma grazie alla nostra forza torneremo a condurre una vita normale”. Per quanto riguarda invece il mondo degli eventi, Tommaso Borioli CEO di Superstudio Events (importante location nel centro di Milano) ha già stabilito la fase “post virus” , con un serie di accorgimenti da attivare alla ripresa. Per esempio, per evitare il sovraffollamento, nelle convention e conferenze il numero massimo di ospiti sarà ridotto a 1/3 dei posti previsti in tempi normali, verranno distribuite mascherine protettive e gel disinfettante ai partecipanti, che potranno accedere nelle sale solo scaglionati (come accade ora nei supermercati), mantenendo la distanza di sicurezza. Infine, dopo ogni evento verrà fatta la sanificazione completa. Insomma, una procedura che senza dubbio fa della prudenza e della razionalità i suoi punti di forza: speriamo di trovare questi punti anche nel futuro protocollo che redigerà il Ministero della Sanità.

DJ JODY BELLI (DJ4.it): “UN MOMENTO PROLIFICO PER LA MUSICA DANCE”

Per quanto ci riguarda, invece, stiamo mettendo a frutto questa pausa forzata dai live per aumentare l’interazione con i social: ogni giorno, un nuovo mini-DJ set di Jody Belli (CEO di DJ4.it), rigorosamente su vinile, su Intagram TV e Youtube. Ma non solo: siamo lavorando alla produzione di video di serate della scorsa stagione (molto prolifica di grandi feste) e per riscoprire i vecchi dischi in archivio, senza dimenticarci di dedicare ancora più attenzione alle novità del momento: anche se non si può più andare a ballare… stanno uscendo molti dischi dance e house davvero interessanti, e non vogliamo certo farci trovare impreparati quando si ritornerà a ballare! Speriamo presto: per accelerare i tempi, dovremo essere tutti prudenti e collaborativi.

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